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Santhiatese | 17 ottobre 2022, 18:28

«Santhià continua a vivere nel pericolo del crisotilo di amianto»

«Nessuno ci ascolta» lamentano Paola Bertona e Salvatore Cocco, dell’associazione SOS, Santhià obiettivo salute.

Paola Bertona e Salvatore Cocco

Paola Bertona e Salvatore Cocco

SANTHIA’ - La salute dei santhiatesi, soprattutto di quelli più piccoli, è a rischio: non sappiamo più come dirlo, ma nessuno ci ascolta”: è questo l’accorato appello di Paola Bertona, presidente dell’associazione SOS, Santhià obiettivo salute, in merito al problema amianto in stato di degrado in cui versa il fabbricato di corso 2 giugno, nell’area ex Magliola.

Nata e cresciuta a ridosso di questa struttura, come tanti altri santhiatesi Paola non ha mai fatto più di tanto caso al capannone, abituata come tutti a vederlo svettare sullo stradone che vi passa accanto: questo fino a che nel 2016 un temporale di vento non le ha fatto cadere in strada e anche nel suo cortile le lastre di copertura e vendendole si è resa conto che l’eternit che li rivestiva era in pessime condizioni. Da lì sono iniziati i suoi appelli alle amministrazioni e ai vari enti pubblici affinché questi cercassero di sensibilizzare l’allora proprietà a bonificare l’area: “Purtroppo sono passati gli anni e siamo ancora qui a parlare di questo problema e soprattutto a preoccuparci per la salute di grandi e piccini senza che nessuna faccia nulla – continua la presidente di SOS - e questo nonostante sia stata effettuata un’ispezione in loco da parte di Arpa e ASL il 16/12/2016 e nel marzo successivo sia seguita la perizia che attesta l’esistenza di un grave pericolo per la salute pubblica. Da qui il sindaco di allora aveva emanato un’ordinanza sindacale con carattere di urgenza, essendo la copertura in eternit del capannone ex Magliola in avanzato stato di degrado, con cui si ordinava la bonifica del sito entro 12 mesi”.

“ Bonifica che avrebbe dovuto esser fatta dagli allora proprietari Magliola, oppure, in caso questi non l’avessero eseguita, dal Comune che, in base alla stessa ordinanza avrebbe provveduto a pretendere i soldi spesi richiedendoli
ai proprietari dell’immobile - continua Paola - peccato che da allora sono passati più di 5 anni, si sono succedute le amministrazioni e ad oggi Santhià continua a vivere nel pericolo del crisotilo di amianto, che è molto polveroso e di conseguenza pericoloso, per come è strutturato il sistema della raccolta delle acque pluviali, il vento lo può spargere facilmente”.

Ecco quindi spiegata la nascita della SOS, Santhià obiettivo salute, l’associazione a cui capo è Paola con al suo fianco altri 56 membri tra cui Salvatore Cocco, ex consigliere comunale con delega al sociale: “Anche io sono molto preoccupato per questa situazione, soprattutto perché sono padre di due bimbi piccoli - spiega - e si sa che i bambini sono i soggetti più a rischio dovessero respirare particelle di amianto, visto che il loro apparato respiratorio è ancora in crescita, ma soprattutto perché l’amianto deteriorato, se inalato da un bambino, può vedere l’insorgenza di patologie asbesto correlate nell’arco di 25/30 anni ossia quando i bambini di oggi saranno i futuri giovani trentenni".

Recentemente i soci di SOS hanno chiesto alla presidente di intraprendere la strada della petizione con la raccolta firme, per far sentire la loro voce: “Non sappiamo come mai questo problema così vicino al centro cittadino, alle scuole, alla casa della salute, a ben due centri commerciali, diverse attività commerciali ed anche alla stazione ferroviaria oltre che ai giardini pubblici ove i cittadini usano incontrarsi, non venga preso in considerazioni al pari di altri problemi come ad esempio quello dell’eventuale costruzione della discarica di amianto al Brianco - concludono Bertona e Cocco - certo è che noi continueremo a sensibilizzare la gente a riguardo, nella speranza che venga al più presto preso in considerazione il problema che riguarda tutti, anche se forse non ce ne si rende conto”.

Anita Santhià

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